" Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente, come perfettamente sono conosciuto. Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità; ma la più grande di esse è la carità" ( S. Paolo, 1° lettera ai Corinzi 13,1 )

mercoledì 30 novembre 2011

Vittorio De Seta: il pudore di un maestro




Ieri  è stata una  giornata molto triste  per le notizie su tre morti, che rappresentavano in  modi diversi un pezzo della mia personale memoria culturale. Lucio Magri e Saverio Tutino  erano parte di una memoria politica,  quella del Pci degli anni sessanta e settanta: gli entusiasmi per la tumultuosa  rivoluzione cubana, che aveva abbattuto un dittatore sanguinario, e l’ ingraismo, con il suo fervore di ricerca, ma anche le tante ambiguità che  lo avrebbero portato  ad una dispersione  disperante.
Come sempre  accade, è l’ immaginario a muovere le nostre emozioni. A colpirmi profondamente è stata la morte di Vittorio De Seta. Per tanti della mia età, negli anni della formazione, il cinema ha svolto un ruolo formidabile di  crescita critica e di apertura emotiva alla realtà: dopo anni di satira ridanciana e sciocco, forse oggi andrebbe rivisitata l’ utilità pedagogica di un mondo che è apparso ingenuo a molti.
Vidi  Banditi a Orgosolo -  la prima opera del regista siciliano, presentato a Venezia nel 1961 - in un cineclub romano  che avevo cominciato a frequentare verso il 1965, su suggerimento di alcuni professori del liceo.
La vicenda di un pastore sardo, divenuto delinquente per  bisogno, entusiasmò tanti per  il taglio politico, che De Seta però non amava esplicitare troppo nel suo cinema : le opere “ impegnate”  di altri registi  sarebbero venute dopo, mentre  lui usava un pudore e una antiretorica ammirevoli. Colpiva piuttosto l’ attenzione all’ ambiente sociale e all’ umanità dei  personaggi, che il regista raccontava con una discrezione  partecipe. Erano qualità che venivano a De Seta dal suo lavoro di documentarista, ma non solo. C'  era molto di più.


La scuola e la borgata


Una nuova  sorpresa venne nel 1972 con Diario di un maestro (1972), trasmesso  in quattro puntate l' anno dopo. Tratto dal libro autobiografico di Albino Bernardini, Un anno a Pietralata,  narrava con uno stile lineare, semplice solo in apparenza,   le giornate di un maestro elementare in una borgata romana. Il film intrecciava l’ analisi della  soffocante burocrazia scolastica con la denuncia dell’ emarginazione di un gruppo di ragazzi  sottoproletari, ammirevoli per la vivacità e  il desiderio  di libertà.
De Seta dimostrava un controllo rigoroso degli attori e dell’ambientazione, mettendoli al servizio della sua passione civile e umana. Fu un vero e proprio successo  di massa, aiutato dalla bravura di un attore come Bruno Cirino, ma anche dal clima culturale e sociale  dell’ epoca che vedeva nella  scuola uno spazio indispensabile di crescita civile e di riforma della società. Erano gli anni dei decreti delegati sulla partecipazione delle famiglie alla vita scolastica. Non andò così, purtroppo, e in pochi anni quelle speranze si spensero.
Dopo il Diario di un maestro, De Seta si appartò: il cinema stava andando sempre di più verso le peggiori derive commerciali e lui amava pensare a lungo i suoi progetti. Nell’ ultimo decennio, si segnalò di nuovo per due opere molto belle e piene di stimoli : In Calabria ( 1993) e Lettere dal Sahara (2004), che  mettevano insieme  il suo istinto di documentarista e l’ attenzione alla nuove  ansie della società ( l’ emigrazione, ecc.).  
C’ è una sua frase che lo racconta meglio di ogni discorso critico: " Lo sguardo neutrale è una menzogna, specie nel mio lavoro, dove basta spostare la macchina da presa di pochi centimetri perché tutto cambi ". La sua morte è stata una perdita vera per il nostro paese, o almeno per quella parte che vuole continuare a pensare.

Su You Tube vi sono molti materiali sul regista, tra cui la versione integrale di Banditi a Orgosolo. Su questo link trovate tutte le puntate di Diario di un maestro: 


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-311752ae-09f4-4b9a-a3c4-2fa45587d401.html?#=

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