
Si tratta di due doppie serate nelle quali si succederanno sulla scena gli stessi due spettacoli.Il primo spettacolo, a cura della Compagnia YAALED s’intitola “Queste porte perdute ricercando…” e si basa sull’opera poetica (a volte espressa in forma di canzone) di tre grandi poeti del ‘900: il gallese Dylan Thomas; il polacco Edward Stachura e il russo Vladimir Vysockij.
Probabilmente per ragioni legate ad una certa incomunicabilità fra mondo slavo-comunista e mondo occidentale, l’unico ad essere ben conosciuto da noi è Dylan Thomas. Eppure anche gli altri due furono, ognuno nel proprio paese, altrettanto leggendari; Vysockij era –ed è- famoso in tutto l’est Europa.
Stachura nasce poeta, ma a un certo punto pensa che forse se scrivesse canzoni e le cantasse riuscirebbe a raggiungere un pubblico molto più ampio.. Il suo stile di vita ‘on the road’ e il suo alternare penna e chitarra fecero di lui una sorta di mito durante gli anni ’70 e una vera e propria leggenda dopo la sua morte prematura.
Vysockij era anche un grande attore di teatro (faceva parte del mitico “Taganka” di Ljubimov) e di cinema che però ha scritto anche qualcosa come 600 canzoni che ha cantato soltanto in concerti clandestini. Al suo funerale c’erano circa due milioni di persone e la sua tomba al cimitero di Mosca è tutt’ora oggetto di culto.
Dylan Thomas fu solo poeta, ma le sue letture radiofoniche o anche dal vivo hanno una qualità e una forza impressionanti e danno l’idea di un’Arte estremamente viva e pulsante. Non a caso Bob Dylan ne adottò il nome..
Tutti e tre i personaggi incarnano perfettamente la figura del ‘bardo’: così i russi chiamavano Visockij (‘bard’); Dylan Thomas fu un grande innovatore, ma partì dalla più pura tradizione della poesia gallese. Anche Shakespeare è chiamato "il bardo"...
Per questo motivo abbiamo affiancato al nostro spettacolo l ’incontro con il Griot mandinga, a cura di Pape Siriman Kanoute, forse il personaggio più rappresentativo della comunità senegalese romana, Griot, musicista e mediatore culturale.
Il Griot è a tutti gli effetti una sorta di bardo, menestrello o giullare.
E’ una biblioteca vivente e fa da tramite fra il popolo e il potere, trasformandosi all’occorrenza in giornalista. E’ una figura eterna e universale, che trova i propri corrispondenti sia nelle figure già dette che in altre con lo stesso valore: l’Aedo; il Baul; l’Ashok..Siamo nel pieno regno di Orfeo: i confini fra poesia e musica sono -fortunatamente-molto incerti.. La poesia vera sa combinare magistralmente le sue tre principali componenti: suono, senso e immagine. E' questo aspetto a renderla l' "Arte delle Arti"!