" Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente, come perfettamente sono conosciuto. Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità; ma la più grande di esse è la carità" ( S. Paolo, 1° lettera ai Corinzi 13,1 )

mercoledì 23 maggio 2012

Istat: nel 2011 calano i lettori, donne meglio degli uomini

Nel 2011 poco meno di 26 milioni di italiani di 6 anni e piu' dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici e/o professionali. Rispetto al 2010 i lettori di libri diminuiscono, passando dal 46,8% al 45,3% della popolazione. Lo rileva l'Istat. In Italia, anche chi legge, legge molto poco: il 45,6% dei lettori non ha letto piu' di 3 libri in 12 mesi, mentre soltanto i "lettori forti", cioe' chi ha letto 12 o piu' libri nello stesso lasso di tempo, e' il 13,8% del totale. Le donne confermano di essere lettrici piu' assidue degli uomini: leggono almeno un libro il 51,6% delle femmine rispetto al 38,5% dei maschi. Le differenze di genere sono massime tra i 15 ed i 44 anni e tendono a ridursi significativamente con l'avanzare dell'eta', dopo i 60 anni.
La quota piu' alta di lettori si riscontra tra i ragazzi e le ragazze con eta' compresa tra 11 e 17 anni (60,5%). Avere genitori che leggono rappresenta un fattore che influenza i comportamenti di lettura dei figli. Leggono libri il 72% dei ragazzi tra 6 e 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39% di quelli i cui genitori non leggono. A leggere di piu' sono laureati, dirigenti, imprenditori e liberi professionisti, direttivi, quadri e impiegati e studenti. Meno lettori si ritrovano tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio, gli operai, i ritirati dal lavoro e le casalinghe.
Il titolo studio pesa fortemente su livelli di lettura. Il titolo di studio influisce fortemente sui livelli di lettura anche a parita' di eta': si va da un massimo dell'81,1% tra i laureati a un minimo del 27,9% tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio. Rispetto al 2010, spiega l'Istat, la quota di lettori tra le persone in possesso di un diploma di scuola secondaria inferiore o superiore e' diminuita di circa due punti percentuali. Con riferimento alle persone di 15 anni e piu', se si tiene conto della condizione professionale, si evidenziano livelli di lettura superiori alla media tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (69%), direttivi, quadri e impiegati (66,3%) e studenti (65,3%). I piu' bassi livelli di lettura si registrano tra gli operai (32%), i ritirati dal lavoro (33,6%) e le casalinghe (34,4%).

 
( Fonte: DIRE)

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